Il compost si può definire un "fertilizzante organico biologicamente stabilizzato, variamente dotato di elementi nutritivi, ricco di sostanze umide, di elevate qualità fisiche, igienicamente sicuro, esente da semi vitali di infestanti".

Il compost oltre che in impianti dedicati su scala industriale, può essere prodotto anche a livello domestico, disponendo di una compostiera, ed utilizzando gli stessi materiali che formano il compost prodotto dall'ACSR.

Sono infatti compostabili molto dei rifiuti che produciamo nelle nostre abitazioni e che possono essere utilizzati a tal fine; primi tra questi gli scarti della preparazione degli alimenti e gli avanzi dei pasti, ma anche i fiori appassiti, le piante ornamentali da buttare anche con la terra del vaso, le foglie e le potature triturate, la segatura e gli sfalci d'erba.

La legge definisce il compost come ammendante compostato, sottolinea cioè l'effetto ammendante, di miglioramento della struttura del terreno, con conseguenze positive per quanto riguarda la sua capacità di trattenere acqua, la lavorabilità e la riduzione del compattamento in terreni soggetti a questo fenomeno. Migliora inoltre l'attività biologica del suolo, oltre naturalmente alla capacità fertilizzante, di fornire cioè elementi nutritivi alle colture, quali azoto, fosforo e potassio.

Inoltre si caratterizza per:

  • sinergia con i concimi minerali
  • lento rilascio secondo le esigenze della pianta
  • forza vecchia negli anni successivi
  • riduzione dell'inquinamento della falda acquifera
  • azione positiva sul bilancio idrico
  • riduzione delle malattie delle piante
  • stimolazione dell'attività microbica ed enzimatica
  • stimolazione dell'attività radicale

La tabella confronta le caratteristiche di un buon compost con il letame in termini di  contenuti medi percentuali sul tal quale

Ammendante

Umidità

Sostanza organica

Azoto totale

Anidride fosforica

Ossido di potassio

Letame

75

20

0,5

0,2

0,7

Compost

35

30

1,2

0,5- 0,9

0,6

L'impiego dell'ammendante compostato sui terreni è sostenuto dalla stessa Regione Piemonte che, nel suo Piano di Sviluppo Rurale 2007- 2013, ha previsto l'erogazione di contributi economici agli agricoltori affinché lo utilizzino proficuamente come fertilizzante organico sui propri suoli. Questi, infatti, necessitano dell'adeguato contenuto di sostanze organiche depauperate dall'uso eccessivo di concimi chimici, al fine di tornare a condurre i processi agricoli in modo ambientalmente sostenibile.