Il Programma
Provinciale di gestione dei rifiuti ha individuato, in base alle
tecnologie disponibili attualmente, gli impianti di trattamento da
prevedere, sintetizzabili in:
impianti
di trasferimento nei quali vengono effettuate operazioni di
trasbordo dei rifiuti da mezzi piccoli a mezzi più grandi, con
sistemi di compattazione, al fine di ridurre i costi del trasporto.
impianti
di preselezione nei quali separare, mediante sistemi meccanici, le
varie componenti del rifiuto a valle della raccolta differenziata,
ottenendo:
Frazione
organica: da avviare all'impianto di stabilizzazione;
Frazione
combustibile: (c.d.r.: combustibile da rifiuti) da avviare
all'impianto di termodistruzione;
Frazione
inerte: da avviare in discarica.
Scopo della
preselezione è estrarre dal rifiuto la componente suscettibile di
valorizzazione energetica e diminuire e migliorare la qualità dei rifiuti
inviati in discarica, diminuendone l'impatto.
impianti di
stabilizzazione nei quali la frazione organica ottenuta dalla
preselezione viene stabilizzata, al fine di minimizzarne l'impatto in
discarica, in particolare per le emissioni odorose, il volume
occupato, il percolato ed il biogas producibili.
impianto di
termodistruzione nel quale smaltire mediante combustione e valorizzare
energeticamente la parte combustibile del rifiuto derivante dagli
impianti di preselezione.
discariche
nelle quali smaltire i materiali che non possono essere recuperati o
valorizzati e quelli che residuano dai cicli di trattamento. Nel
quadro delineato le discariche accoglierebbero solamente materiali
inerti e a basso impatto ambientale.
impianti di
compostaggio nei quali la frazione organica derivante dalla raccolta
differenziata (presso mense, mercati, aziende agroalimentari, raccolta
domestica) viene trasformata, attraverso processi aerobici, in compost,
un ammendante utilizzabile in agricoltura.
Gli
Impianti dell'ACSR SPA
Le
discariche controllate
L'Azienda ha assicurato lo smaltimento dei rifiuti prodotti dai Comuni
consorziati dal luglio 1982 nelle discariche controllate realizzate in
loc. San Nicolao del comune di Borgo San Dalmazzo.
Le prime due discariche hanno consentito lo smaltimento di circa 1.200.000
mc di rifiuti, mentre la terza, attualmente in coltivazione, ha una
capacità prevista di 500.000 mc. La discarica controllata è realizzata
in modo da garantire sicurezza sulle emissioni di gas e percolato, con
impermeabilizzazioni del fondo e delle pareti della vasca e la posa di
tubature per il drenaggio del percolato e per la raccolta del biogas. La
vasca viene riempita con strati di rifiuti compattati, giornalmente
coperti di terra. Quando la vasca è esaurita viene chiusa con materiali
isolanti e ricoperta di terra.
Sfruttamento energetico del biogas da discarica
Il biogas prodotto dalle discariche controllate viene normalmente aspirato
e bruciato in torce di combustione al fine di evitare l'inquinamento delle
aree circostanti. Nel 2000 è stato avviato il recupero energetico del
biogas prodotto dalle due discariche esaurite, mediante un impianto di
produzione costituito da motori funzionanti a biogas corredati di gruppo
elettrogeno per la produzione di energia elettrica. Nel corso dell'anno
2003 sono stati prodotti e ceduti all'Enel 4.773.900 Kwh.
Al
di là del vantaggio economico, lo sfruttamento energetico del biogas
consente la completa bonifica della discarica, un controllo costante degli
impianti ed il monitoraggio continuo all'interno della discarica ed al suo
intorno ma soprattutto l'utilizzo di una possibile fonte di inquinamento
come risorsa energetica, con evidente beneficio dal punto di vista del
bilancio ambientale.
L'Impianto di
selezione e compostaggio.
È una struttura che si estende su un'area di 39.315 metri quadrati con
una capacità media di smaltimento dei rifiuti di circa 20 tonnellate all’ora.
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L'impianto
esistente selezionerà il rifiuto tale e quale, a valle delle raccolte
differenziate, e dividerà la frazione organica dalla frazione
combustibile e dal ferro. Il progetto prevede la demolizione delle torri
di digestione della frazione organica e la realizzazione di un nuovo
impianto di compostaggio, in grado di trattare, in flussi separati, sia la
frazione organica derivante dalla selezione del rifiuto tal quale che
l'organico derivante dalla raccolte differenziate. I prodotti che si
otterranno sono:
Compost di
qualità da raccolta differenziata, che potrà essere utilizzato in
agricoltura come ammendante;
Compost da
rifiuto, meno pregiato del primo, ma utilizzabile nel recupero di
cave, cigli stradali, ecc.;
Stabilizzato
da inviare in discarica;
Metalli
ferrosi;
Frazione
secca, che verrà mandata all'impianto di valorizzazione della stessa
in CDR-P e che, in alternativa, potrebbe essere utilizzata come
combustibile nell'impianto di termodistruzione, la cui realizzazione
è prevista dal Programma Provinciale.
L'entrata in funzione dell'impianto consente di ridurre i volumi di
rifiuti da smaltire nelle discariche controllate e di stoccare nelle
stesse solamente materiali inerti, che evitano le possibilità di
inquinamento e riducono di conseguenza l'impatto ambientale.
La
destinazione dei rifiuti trattati nell'impianto, a seguito della
ristrutturazione, è così riassumibile:
40% utilizzabile per la produzione di combustibile alternativo (c.d.r.)
47% parte organica trasformabile in compost
3,2% materiali ferrosi recuperati elettromagneticamente
9,8% rifiuti non riciclabili, da smaltire in discarica.
L'
Impianto di valorizzazione della frazione secca in CDR-P
Il progetto ha come attori oltre all'Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti (ACSR
SPA), la Pirelli Ambiente spa ed il gruppo Buzzi Unicem spa per la
produzione e l'utilizzo di combustibile derivato dai rifiuti (CDR-P).Esso
prevede che una quota significativa del RSU conferito a ACSR SPA venga
recuperato attraverso la produzione di CDR-P con successiva co-combustione
diretta nel cementificio di Buzzi Unicem sito nel comune di Robilante (CN)
in sostituzione parziale (15%) del petcoke alimentato al bruciatore
principale.Mentre la produzione della frazione secca è garantita dalle
strutture e dagli impianti esistenti di ACSR SPA, la produzione di CDR-P
ha luogo in altro impianto seguendo la tecnologia di cui Pirelli Ambiente
s.p.a. è proprietaria.A differenza dei rifiuti speciali, che il
cementificio correntemente già impiega, il CDR-P viene utilizzato per la
combustione direttamente nel bruciatore principale anziché nel
pre-calcinatore.Integrando la gestione dei rifiuti con il sistema
energetico del cementificio, attraverso la produzione di un CDR di
qualità, viene raggiunto l'obiettivo di una significativa riduzione degli
impatti ambientali che lo smaltimento, tramite discarica, dei rifiuti
solidi urbani ed assimilabili apporta normalmente nel bacino territoriale
di riferimento.Anche gli impatti ambientali conseguenti alla produzione di
cemento vengono mitigati dalla parziale sostituzione di un combustibile
fossile con una fonte rinnovabile che non ha effetto sulla CO2
responsabile dell'effetto serra.La quantificazione dei benefici ambientali
dell'intero progetto è stata relazionata attraverso un appropriato
ecobilancio (LCA) dal quale si desume che lo scenario proposto è
ambientalmente più favorevole rispetto alle possibili alternative; tale
vantaggio, rispetto all'unità di misura standard di riferimento, è di 70
volte superiore.Gli elementi di forza e innovazione del progetto
consistono principalmente nell'optare per la logica della valorizzazione
dei rifiuti come materia ed energia, a scapito di quella orientata allo
smaltimento, riducendo e minimizzando contemporaneamente gli impatti
sull'ambiente, nelle elevate sinergie fra attori pubblici e privati, nella
valenza del progetto in relazione al tessuto territoriale dell'Ambito
Ottimale ed ancora nell'innovatività dei metodi di gestione e delle
soluzioni tecnologiche.